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Autorizzazione Tribunale n. 223/2007 del 23 maggio 2007


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NO CAV DAY A PIAZZA NAVONA

Una piazza stracolma, un crescendo di toni partito con le accuse al premier Berlusconi, passato per le critiche a Walter Veltroni, e terminato con gli attacchi che non hanno risparmiato ne il pontefice ne il capo dello stato, è stato tutto questo e molto altro ancora il NO CAV DAY, IL ritorno in scena dei girotondini, l’8 luglio a piazza Navona. C’è chi ne ha parlato nei termini di turpiloquio, il presidente del consiglio dal Giappone dove si trovava per il vertice del G8 l’ha liquidato con una sola parola: spazzatura. Quello che è probabile è che si concluda in un’aula di tribunale.
Tanti volti noti si sono avvicendati sul palco tra i primi ad aprire le danze è stato l’attore e cantante Moni Ovadia che ha fatto appello.
È l-arrivo del leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro, uno dei promotori della manifestazione insieme ai girotondini di vecchia data come Pancho Pardi e paolo Flores D’Arcais a far partire i cori da sotto il palco
Lodo Alfano con lo scudo per le più alte cariche, il decreto blocca processi, quando la democrazia [ in pericolo bisogna scendere in campo, questa e politica
gli intellettuali si sono avvicendati sul palco insieme ai politici e ai comici. Lo scrittore Andrea Camilleri ha recitato  5 poesie civili, anche in questo caso il bersaglio era il Presidente Del Consiglio.
citando Pier Paolo Pasolini non ha dimenticato  il ministro degli interni Roberto Maroni e la politica sull’emergenza nomadi. 
parole decise quelle pronunciate da Camilleri ma lui stesso si è distanziato il giorno seguente  dal resto degli interventi. Se avessi seguito la manifestazione fino alla fine , sarei salito sul palco a chiedere scusa, ha detto lo scrittore in un’intervista al corriere della sera - la folla gioca brutti scherzi, può far perdere il senso delle proporzioni.
A piazza Navona infatti sono le passate 7.30 e Il bello deve ancora arrivare, quando sul palco sale marco travaglio
Non è colpa sua, è che non lo lasciano in pace, lo costringono a vincere e vince sempre per abbandono degli avversari , dice tra gli applausi il giornalista più querelato d Italia, e la freccia parte dritta per colpire dritto nel cuore del centro sinistra.

Ma Travaglio non ne ha abbastanza e chiama in causa il decreto sicurezza con l aggravante per l immigrazione clandestina e la schedatura con le impronte digitali dei bambini rom.

Molti ridono e applaudono, inutile negarlo. Qualcuno comincia ad abbandonare la piazza, qualcuno si guarda perplesso e siamo ancora all’ inizio. Squilla il telefono. E  Beppe Grillo in collegamento con la piazza…che parte all’ attacco del partito unico che da 15 anni governa l’Italia. 
E il comico genovese non risparmia nessuno. Non si salva dai suoi strali un presidente della repubblica che firma leggi incostituzionali e cosi come non si salva il segretario del Pd Walter Veltroni.
Sembra l apocalisse, invece l apocalisse deve ancora arrivare ed e donna.  Si chiama sabina Guzzanti e nel suo attesissimo intervento tira in ballo persino Papa Benedetto sedicesimo e la visita all’ Università La sapienza che in primavera venne impedita dalle contestazioni dei professori e degli studenti.
Sarebbe abbastanza per lasciare il microfono e qualcuno prova anche a consigliarglielo, ma lei non ha finito. Attacca con le presunte intercettazioni hot il premier e il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna,
parole  volgari e fantasiose, reagisce il giorno dopo la ministra che annuncia “querelerò la figlia di paolo  Guzzanti“ sottolineando il legame di parentale tra la comica e il deputato del Pdl.
E in solidarietà con la Carfagna si schiera tutto il centro destra compatto,  ma anche il centro sinistra, con le donne in testa. Una brutta uscita, dice marina sereni Vicecapo gruppo del partito democratico alla camera, Sabina ha preso di mira il bersaglio più debole.
Nel tardo pomeriggio afoso della capitale la piazza è affollata da migliaia di persone, forse 50,000 dicono gli organizzatori . Campeggiano le bandiere dell’Italia dei valori, compare qualche drappo rosso e imperversano i simboli della lotta: Il caimano.

Infuriato invece l’ex direttore dell’unità, Furio Colombo che prende le distanze.
il giorno dopo silenzio e sconcerto dal colle, critiche dal centro destra.
Quello che restano sono le polemiche e il fascicolo che la procura di Roma aprirà sul caso. L alleanza finisce qui, tuona Veltroni, Di Pietro deve decidere da che parte stare, con la piazza o con un opposizione riformista. L’ ex pm di mani pulite si dissocia dagli interventi di grillo e della Guzzanti ma non svaluta il senso profondo della manifestazione, sto dalla parte della piazza conclude.


 

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